A proposito di Cipro…

Isola di Cipro
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Visto che è anche importante “sapere dove andiamo”, pubblichiamo alcune informazioni essenziali su questa meravigliosa isola. Cipro (Κύπρος in greco, Kıbrıs in turco) è la terza isola per estensione (dopo Sicilia e Sardegna) del Mar Mediterraneo, Stato membro dell’Unione europea dal 1º maggio 2004. È situata a sud della penisola anatolica (70 km), a breve distanza dalle coste del Vicino Oriente (100 km) e 500 km a nord dell’Egitto.

La Repubblica di Cipro estende la sua sovranità su tutta l’isola di Cipro e sulle acque circostanti, tranne che su due piccole aree, Akrotiri e Dhekelia che, al momento dell’indipendenza, sono state assegnate al Regno Unito come basi militari sovrane.

Cipro è tuttavia divisa de facto in due parti separate dalla cosiddetta linea verde: l’area sotto il controllo effettivo della Repubblica di Cipro, che comprende circa il 59% della superficie dell’isola, e la zona turco-cipriota nel nord, che si autodefinisce Repubblica Turca di Cipro del Nord, che copre circa il 36% della superficie dell’isola ed è riconosciuta dalla sola Turchia.

Il 16 agosto 1960 il Trattato di Zurigo e Londra consentiva la nascita a Cipro di una repubblica presidenziale libera e indipendente. Veniva stabilito anche il diritto di Grecia, Regno Unito e Turchia di intraprendere azioni, sia congiuntamente che disgiuntamente, in caso di modifica della situazione di Cipro così come regolarizzata ai tempi del trattato.

Il colpo di Stato militare in Grecia che instaurò il cosiddetto “regime dei colonnelli”, favorì la realizzazione di un golpe militare anche a Cipro, mirante all’attuazione dell’agognata Enosis (Unione) con la madrepatria greca, in totale contrasto però col Trattato di Zurigo e con la concreta minaccia ai diritti della minoritaria comunità turca dell’isola. La Turchia – all’epoca governata da Bülent Ecevit, di orientamento ideologico laico e socialdemocratico – decise allora d’intervenire con le sue forze armate, avviando l’Operazione Atilla col fine di salvaguardare la minoranza turca. La superiorità del suo apparato bellico (che s’impadronì di un territorio assai più ampio di quello riservato storicamente alla comunità turco-cipriota) e la mancata replica delle forze armate greche (che comportò tra l’altro il crollo del regime dittatoriale militare) portò a una situazione di stallo tra le due comunità greco-cipriota e turco-cipriota, fattore di dissenso profondo e di grave ostacolo verso un’effettiva pacificazione dell’isola e verso un suo equo riassetto territoriale.

Tramite il commercio marittimo, l’isola ha dato il suo nome al termine latino che indicava il rame, dall’espressione aes Cyprium, “metallo di Cipro”, in seguito abbreviata in Cuprum. Cipro, in particolare la costa di Pafo, fu secondo la mitologia greca uno dei luoghi di nascita di Afrodite, che era quindi conosciuta anche come Cipria.

L’inclusione di Cipro tra gli Stati appartenenti all’Europa o all’Asia è, da tempo, controversa. Dal punto di vista storico-culturale, infatti, l’isola di Cipro si può ritenere uno Stato europeo (e questa considerazione è maggiormente avvalorata da quando la stessa è entrata a far parte dell’Unione europea), ma dal punto di vista geografico appartiene al continente asiatico, secondo la logica per cui un territorio fa parte di un continente in ragione della sua vicinanza geografica. Anche perché la Turchia, la cui costa è vicinissima all’isola, è universalmente considerata asiatica (tranne la Tracia).

Ne consegue che a Cipro ci si può riferire come paese europeo o asiatico, a seconda del criterio adottato.

L’isola di Cipro, terza isola del Mar Mediterraneo per dimensioni, è situata nella porzione orientale dello stesso, a sud delle coste della Turchia. Ha una superficie complessiva pari a 9.250 km², di cui 3.355 km² ricadono nel settore turco cipriota mentre 450 km² circa appartengono alle basi britanniche. Lo sviluppo costiero è pari a 648 km. Cipro inoltre costituisce l’avamposto più meridionale, ma anche più orientale, dell’Unione europea nel Mar Mediterraneo. Il rilievo dell’isola è composto da due catene montuose: quella del Kyrenia, che si erge nel nord della penisola di Karpas, e quella di Troodos, nel sud-ovest dell’isola, dove svetta il monte Olimpo (1.953 m), la cima più alta dell’isola. La fertile pianura centrale di Messaria separa due catene di rilievi, ricchi di boschi: a nord il Pentadaktylos e a sud quella più imponente dei monti Tròodos, con al centro l’Olympos.

Il clima dell’isola è di tipo mediterraneo-subtropicale, con estati calde e asciutte e inverni umidi ma temperati. Nella città di Nicosia il valore medio annuale della temperatura massima è pari a 25,9 °C, quello della temperatura minima raggiunge i 12,5 °C. Annualmente sull’isola cadono 500mm di pioggia prevalentemente durante l’inverno. Le zone dell’entroterra cipriota sono caratterizzate in estate dalla siccità e dal seccume della bassa vegetazione, che favorisce lo sviluppo di incendi. Spesso su Cipro spirano venti caldi provenienti dai deserti africani. Il clima temperato ha modellato il paesaggio rendendolo l’habitat ideale per alberi come l’Ulivo. In inverno sulle vette dei Troodos cade della neve e si registrano temperature anche sotto gli 0 °C.

Cipro è un’isola caratterizzata da coltivazioni tipicamente mediterranee. Il terreno messo a coltura è spesso secco e aspro, con caratteristiche comuni a molti suoli mediterranei, come quelli siciliani. Le colture più adatte a questi terreni sono l’ulivo, che rappresenta la principale risorsa agricola, i limoni, e altre varietà di alberi da frutto, resistenti tuttavia al caldo secco dell’estate. Vengono allevate quasi esclusivamente pecore, e alcune razze di capre. Con il latte degli allevamenti ovi-caprini viene prodotto il formaggio Halloumi.

La capitale della Repubblica di Cipro, Nicosia, è anche la città più importante. Essendo situata al confine tra le due zone etniche nazionali, è anch’essa divisa in due aree, quella di prevalenza greca a sud, e quella di prevalenza turca a nord. La capitale è anche il principale centro economico, in cui hanno sede le più grandi aziende dell’isola, la banca nazionale cipriota e qualche industria di media rilevanza. Vi si trovano, inoltre, edifici culturali come il museo nazionale e il teatro. A differenza di tutte le altre grandi città, Nicosia sorge nell’entroterra, nella piana della Mesoira, molto distante dalle coste. Altre città di particolare rilevanza sono: Limassol, seconda città per popolazione dopo la capitale. È il principale porto della costa meridionale e centro di alto interesse turistico-balneare. Pafo, antica città portuale all’estremità occidentale di Cipro, nel ventunesimo secolo denominata Kouklia, era nota per la presenza di un santuario dedicato ad Afrodite; è stata dichiarata patrimonio dell’umanità. Occorre, infine, menzionare Larnaca, città della costa sud-orientale, nei cui pressi sorge il principale aeroporto di Cipro; il secondo aeroporto si trova a Pafo.

Secondo l’ultimo censimento ufficiale eseguito nel 1960, subito dopo l’indipendenza dalla neonata Repubblica di Cipro, la popolazione dell’isola è costituita per il 78% da greco-ciprioti, per il 18% da turco-ciprioti, mentre il restante 4% è costituito da altre etnie. La comunità greco-cipriota e quella turco-cipriota condividono molti costumi ma mantengono identità ben distinte, basate sulla religione, e profondi legami rispettivamente con la Grecia e la Turchia.

Mentre, precedentemente all’intervento delle forze armate turche del 1974, le due comunità vivevano disperse sull’intero territorio dell’isola, successivamente la demarcazione si è acuita, a causa di una separazione geografica della popolazione forzata dagli eventi bellici: nella parte sud, la popolazione di etnia greco-cipriota rappresenta il 95% di quella totale, mentre in quella nord l’etnia turco-cipriota rappresenta il 98%. Ciò è dovuto alla deportazione di oltre 200.000 greco-ciprioti dalla parte nord dell’isola verso l’area sud. I loro beni sono stati confiscati ed i loro simboli religiosi in gran parte distrutti. Lo stesso accadde per la popolazione turcofona del sud dell’isola. La guerra del 1974, ultimo di una serie di conflitti interreligiosi e interetnici, fu particolarmente sanguinosa e fece nascere numerose faide, familiari o di comunità, difficilmente risolvibili. I poteri politici decisero di risolvere la questione tramite una duplice e scambievole pulizia etnica.

Dopo l’intervento militare del 1974 da parte della Turchia, 150.000 turchi furono trasferiti dall’Anatolia o decisero di insediarsi nella parte settentrionale dell’isola. La proclamata Repubblica Turca di Cipro Nord garantì loro il cambio di cittadinanza. Questo ha portato l’etnia turco-cipriota a rappresentare quasi il 30% della popolazione dell’isola. Questi dati sono però contestati sulla base del presupposto che la Repubblica Turca di Cipro Nord non è riconosciuta dall’ONU e dalla comunità internazionale (con eccezione della Turchia), così come non le è riconosciuto il diritto di creare nuovi cittadini che pertanto continuano a essere considerati cittadini turchi. Il risultato di questa situazione è che le stime sulla composizione etnografica della popolazione dell’isola sono imprecise.

Lo scambio di popolazione forzato e l’insediamento di turchi anatolici sono le principali ragioni che rendono difficile la ricomposizione delle due parti dell’isola. Nel referendum del 2004, infatti, il 75,83% dei greco-ciprioti ha detto no all’integrazione incondizionata con la parte nord dell’isola.

Il greco è parlato soprattutto nel sud dell’isola (in particolare nella variante del dialetto cipriota), mentre nel nord è parlato il turco. In realtà, tale divisione risale all’invasione militare turca di Cipro del 1974, in seguito alla quale i greco-ciprioti del nord vennero espulsi verso il sud.

Prima del 1974 il greco nella sua variante cipriota era parlato da circa l’82% della popolazione ed era ampiamente distribuito nell’intera isola. Attualmente il turco è la lingua principale della zona nord. In seguito al dominio britannico, anche la lingua inglese è ampiamente utilizzata.

È in uso anche un dialetto arabo di tipo siro-palestinese in via di estinzione parlato dalla comunità maronita di Kormakiti, originato da uno stanziamento di cristiani maroniti libanesi nel XII secolo.

Oggi i greci di religione ortodossa rappresentano oltre l’80% della popolazione dell’isola. La seconda religione è quella musulmana, praticata nella zona turca da circa il 18% della popolazione totale. Sono inoltre presenti una minoranza armeno-gregoriana, una maronita (Arcieparchia di Cipro), oltre ai cattolici di rito latino che ammontano a circa 25.000 fedeli.

Cipro è collegata al resto del mondo principalmente per via aerea. L’isola dispone di più scali aeroportuali: il maggiore per traffico e dimensioni è l’Aeroporto Internazionale di Larnaca; lo scalo della capitale Nicosia è invece interdetto al volo civile e utilizzato come scalo militare dal contingente ONU; vi è infine l’Aeroporto Internazionale di Pafo. L’aeroporto internazionale di Cipro del Nord è Ercan, ma non essendo riconosciuto come scalo internazionale viene utilizzato solo dalle linee di bandiera Turche.

Per la sua posizione al centro del bacino Mediterraneo orientale il trasporto marittimo è essenziale per Cipro. Il turismo è principalmente diffuso in forma marittima, e sono infatti tante le grandi navi passeggeri a far sosta sulle coste dell’isola. I principali porti commerciali sono: Famagosta, Kyrenia, Larnaca, Limassol, Pafo, Vassiliko. La flotta mercantile ammonta ad un totale di 1.414 navi.

Cipro non ha una rete ferroviaria. Fino al 1951 esisteva una linea ferroviaria a scartamento ridotto e alcune ferrovie minerarie di collegamento alle aree portuali per trasporto delle merci e dei minerali.

La circolazione è a sinistra. Cipro possiede una rete stradale lunga complessivamente 19.525 km, in buona parte asfaltata, che collega le principali città di Cipro. L’unica autostrada a 4 corsie senza pedaggio collega Nicosia a Larnaca, Limassol e Pafo. La cartellonistica autostradale è di colore verde anche nelle semiautostrade. Le segnaletiche sono scritte in greco, e nelle zone controllate dall’Onu in Inglese. Le reti autostradali di Cipro Turca del Nord hanno cartelli bianchi con scritte in turco. La velocità massima consentita è di 100 km/h, e di 80 km/h per i mezzi con rimorchio.

Il turismo marino e quello archeologico si sono molto sviluppati negli ultimi 30 anni. Le paradisiache coste del sud dell’isola rappresentano gli ambienti simbolici del Mar Mediterraneo e del suo clima. Sono tante le crociere che scelgono Cipro come punto di sosta. Anche il paesaggio dell’entroterra (nonostante sia un po’ isolato) affascina i visitatori, specialmente durante l’estate.

La nazione di Cipro possiede inoltre delle grandi fonti di turismo protette dall’UNESCO come Patrimoni dell’umanità. In totale i siti tutelati sono 3:

  • Choirokoitia. Il sito è in buona conservazione; era un insieme urbanistico risalente al Neolitico, è un rarissimo esempio di costruzioni per l’uomo di quel tempo. Infatti a differenza degli altri siti neolitici Choirokoitia, si presenta con delle costruzioni di massiccia e studiata lavorazione. La città (primato per quel tempo) era fortificata da imponenti bastioni e i suoi abitanti che vivevano di allevamento di pecore erano protetti da una cinta muraria.
  • Chiese dipinte di Cipro. Si tratta di 10 edifici (nove chiese ed un monastero) costruiti in epoca bizantina, tra l’XI e il XVI secolo, e disseminati nella catena montuosa dei Monti Troodos, che occupa gran parte della superficie dell’isola ed è la principale. Fra le vette delle montagne, vennero erette nel corso dei secoli alcune chiese e monasteri, quasi tutti decorati con affreschi che ben rappresentano l’evoluzione pittorica nella cultura di Cipro. Le chiese hanno un tipico tetto spiovente con tegole.
  • Pafo (nome originale Pafos), antica città portuale all’estremità occidentale di Cipro, modernamente Kouklia, era nota per la presenza di un santuario dedicato ad Afrodite, divinità nata lì, secondo gli antichi. Una storia intrecciata con quella dell’Impero romano ha regalato massicci palazzi a Pafo in cui sono ancora ben conservati mosaici raffiguranti eventi della mitologia, o della storia.

Fonte: Wikipedia

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