Intervista con… Francesco Ajello!

Intervista a Francesco Ajello - CrossFit | The SunWod
Tempo di lettura: 8 minuti

Continuano le interviste di The SunWod, scambi di battute con personaggi che vivono o lavorano nel mondo sportivo italiano, principalmente legato al CrossFit. Siamo partiti con un articolo su Alessandro Rizzi (founder, The SunWod) e abbiamo di recente terminato con Paolo Garizio, Head Coach e Box Owner di CrossFit Biella oltre che organizzatore dell’imminente Piemonte Challenge . In questo articolo una chiacchiera con una figura di riferimento del CrossFit Italiano… Francesco Ajello: buona lettura!


★ THE SUNWOD ★

LE INTERVISTE


OspiteFRANCESCO AJELLO

Intervista a Francesco Ajello - CrossFit | The SunWod

Il CrossFit mi ha insegnato a lamentarmi molto meno e mi ha permesso di cambiare me stesso invece che aspettare lo facessero gli altri!

Ciao Francesco! Un po’ in ritardo ma ce l’abbiamo fatta! Benvenuto innanzitutto su The SunWod! Ci conoscevi già? Se sì, come? Cosa ne pensi del nostro progetto di organizzare vacanze per crossfitter e fornire supporto logistico durante le gare?

Ciao Alessandro! Sì vi conoscevo già per il contributo che avete fornito a diverse gare a cui ho partecipato. Credo che sia un’ottima idea che può giovare molto a tutti gli atleti che competono!

Ok, parliamo di te ora che sei il protagonista di questa intervista! Chi è Francesco Ajello? Raccontaci in breve la tua storia!

Brevemente… Sono un ragazzo di 28 anni da sempre appassionato di sport e delle competizioni. Ho praticato diversi sport, dal calcio all’atletica passando per l’arrampicata.

Quando ti sei avvicinato al CrossFit? Dove hai mosso i primi passi? Qual è stato il primo box? Il ricordo del tuo “primo giorno”…

Mi sono avvicinato al CrossFit 8 anni fa grazie ai miei insegnanti di Jiu Jitsu; all’inizio era per lo più allenamento funzionale e non esistevano ancora box in Italia. L’unico affiliato era il “club” Crossgym di Milano. Ho fatto lì la mia prima lezione e me la ricordo benissimo… Devastante! Rammento che avevo le labbra completamente appicciate e talmente era surreale l’allenamento che non mi resi neanche conto di essere ripreso per tutta l’ora di allenamento! Tuttavia, abitando ad Ancona, ho dovuto fare quasi tutto da autodidatta studiando e cercando di confrontarmi con chi svolgeva sollevamento pesi piuttosto che canottaggio, atletica etc.

Intervista a Francesco Ajello - CrossFit | The SunWod

E’ il momento di parlare del tuo allenamento: come si svolge la tua giornata? Quante volte ti alleni la settimana?

La mia giornata non è di certo quella di in atleta professionista! Purtroppo per impegni lavorativi non riesco ad allenarmi come dovrei nonostante passi tutta la mia giornata in palestra. Diciamo che vado dai due ai 6/7 allenamenti a settimana.

Per quanto riguarda l’alimentazione segui un particolare regime? Se sì, quale?

Non seguo nessun regime alimentare o dieta particolare, cerco di mangiare bene stando soprattutto attento ai condimenti. Mangio 3 volte al giorno più un paio di spuntini cercando di bilanciare bene carbo, grassi e proteine.

Veniamo ora alle competizioni… Gare a cui hai partecipato? Alcune considerazioni generali (sull’organizzazione delle stesse e su come stiamo cambiando nel corso del tempo)? Quale quella che ti è piaciuta di più? Quella che invece ricordi con rammarico?

Quando ho cominciato non c’erano vere e proprie gare: erano più delle sfide tra ragazzi che oltre a confrontarsi facevano giudici e volontari nello stesso evento; decisamente diverso da quello che c’è ora! Tuttavia la mia prima gara importante è stata a Manchester nel 2011, erano gli European Regional per poi fare il Fit As Fuck sempre nel 2011 a Copenaghen (a quel tempo una gara molto importante). Poi di nuovo Regional nel 2012 e 2013. In realtà negli anni 2013/2014 non mi sono allenato per motivi lavorativi e infortuni vari: ho ripreso a fine 2014 con gare di weightlifting e le più grandi competizioni europee (French Throwdown, The Athlete Games, Italian Throwdown etc).

Sicuramente la gara con più rammarico è quella di Manchester 2011 dove ho fatto 2 eventi con lo stesso giudice che aveva poco chiari gli standard rendendomi la gara decisamente non sostenibile. L’anno dopo una gran rivincita arrivando 36esimo!

Bè, i Regional sono le competizioni più emozionanti viste da fuori, ma posso assicurare che in Francia piuttosto che in Inghilterra fanno degli eventi memorabili. Fortunatamente in Italia oggi ci sono le persone volenterose e i mezzi per investire in competizioni degne di nota come il Southern e alcune altre. Posso dire che non hanno niente da invidiare alle competizioni estere; purtroppo si tende sempre a vedere l’erba del vicino come quella più verde ma spesso non è così!

Intervista a Francesco Ajello - CrossFit | The SunWod

Sempre più ragazzi stanno scoprendo questa disciplina… Hai davanti a te un giovane ragazzo che vuole avvicinarsi al CrossFit: consigli e raccomandazioni che gli faresti?

Sicuramente gli direi di andare a fare la prova in 3 box e scegliere quello che insegna solo movimenti base: sarà il più noioso all’inizio ma quello che permetterà di progredire in totale sicurezza!


Il CrossFit è bello perchè ha uno scopo ben definito pur manifestandosi attraverso prove assolutamente diverse da loro. Purtroppo però, vedendo i video sui social è evidente la confusione che c’è tra conseguenza e la causa; in poche parole sembra che il risultato ottenuto ti faccia capire la strada per ottenerlo e non viceversa.
Lo scopo del CrossFit è stato quello di creare un programma di fitness ampio, generale e comprensivo. La ricetta di CrossFit per ottenere questo fitness è “eseguire movimenti funzionali, costantemente variati, ad alta intensità”.  Tutto questo è stato copiato e incollato dalla guida del CrossFit.
Ora, per i “movimenti funzionali” c’è sicuramente molta più chiarezza rispetto a qualche anno fa e c’è poco da dire; per il “costantemente variati” bisognerebbe capire come variarli dando però prima un’ordine di importanza; l’intensità è definita esattamente come la potenza, cioè il lavoro svolto nel tempo e su questo punto c’è una TOTALE confusione.
Variare i movimenti va benissimo ma se fai CrossFit e fai fatica a fare il 90% degli esercizi BASE è inutile provare a fare free hspu, la peg board o i triple under. Devi avere TUTTI i movimenti base, COMPRESI I PUSH UP. Continuo a non capire del perché ci si ostini a provare a camminare sulle mani se ancora non si è in grado di fare una verticale al muro senza buttarlo giù con una mega tallonata. Continuo a non capire del perché ci si ostina ad imparare a fare i butterfly non essendo capaci di fare una kip decente, risultando peraltro più lenti che con il kipping!
INTENSITA’. Se avete tutte le skill ma fate 100 burpees in più di 8′ la vostra condizione fisica è ancora SCARSA ed è inutile fare 100 RFT di Muscle Up, snatch e burpees perché nella migliore delle ipotesi rimarrete incapaci di allenarvi decentemente per almeno un’altra settimana, sempre se non vi fate male prima. Se fate 400 mt di corsa in 2′, non staccate almeno 2,5 volte il vostro peso, non riuscite a fare almeno 10 strict pull up DOVETE FARE LE CLASSI, non dovete fare l’allenamento di Smith, Fraser o la Ence. Se volete fare quello che fanno i big, fate prima quello che facevano i big per arrivare li dove sono ora, non saltate il passaggio iniziale, guardatevi i video del 2007/8/9/10/11 e ’12, quelli più recenti cestinateli. Se volete provare lo stesso wod di Fraser provatelo mantenendo la sua stessa intensità variando il carico o lo spostamento (rep o distanza) ma il risultato deve rimanere lo stesso, altrimenti avete solo buttato via tempo. Fotografarsi le mani squarciate in allenamento è una cosa da ignoranti, nel 2016 non è più accettabile. Nessuno dei big si rompe le mani in allenamento perché ha cercato di emulare un’altro big. CI SONO LE COMPETIZIONI PER QUELLO.
Fare wod da 30/40′ per il 99% dei praticanti di CrossFit è una perdita di tempo: analizzate quanto dura mediamente un wod di qualifica per una gara o quanto durano i wod di una gara e capirete che state facendo una cazzata. I Regional e i Games sono una cosa a parte, quello è l’1% del CrossFit ed è l1% che va da 99 a 100, non da 0 a 1! Fare un wod dove remate sopra i 2’/500 mt o fate un burpee ogni 5″ è una perdita di tempo.
Faccio fatica a capire come possa esserci così tanta confusione con tutto il materiale informativo che si trova in giro sul web. Ora l’unica cosa che mi viene in mente è che il CrossFit è popolato da gente che non ha mai fatto sport e che quindi fa fatica a capire certe dinamiche, per questo ci dovrebbe essere l’insegnante a guidarlo/a, ma se anche l’insegnante faceva il rappresentante fino al giorno prima diventa difficile… Quindi la seconda cosa che mi viene in mente è che il CrossFit è popolato da sprovveduti, perché solo uno sprovveduto apre un’attività di cui non ne conosce almeno il 90% delle dinamiche. Però, purtroppo, spesso gli sprovveduti sono anche maleducati perché intervengono criticando fortemente dei lavori che loro non sarebbero in grado di fare (altrimenti se li farebbero da soli) come gare, manifestazioni, insegnamenti, atleti, attrezzatura per allenarsi etc etc. (…)
Allenatevi un anno in silenzio rispettando tutto quello che il programma ORDINAVA e poi potrete chiedere spiegazioni.
Organizzate il vostro evento, gara, compratevi la vostra attrezzatura e poi criticate gli altri, ma solo se non avete sbagliato niente.
Ovviamente questo non verrà mai fatto perché – in fondo – lo sapete anche voi che di meglio non avreste saputo fare.

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“La bellezza del CrossFit” – il tuo ultimo post su Facebook che abbiamo appena riportato qui sopra – ci ha spinto a chiederti questa piccola intervista.  Puoi argomentare ulteriormente il tuo post o puoi comunque farci una tua panoramica di quello che è, oggi, il CrossFit in Italia?

Il CrossFit che vedo Oggi in Italia è: riscaldamento con esercizi dai nomi esotici, seguito da uno skill non sostenibile dalle proprie conoscenze tecniche e un wod lungo e decisamente poco impegnativo se non dal punto di vista del cardio. Spesso ci si dimentica che il CrossFit è uno “Strength and Conditioning Program” e la parte di forza NON deve essere saltata perché è fondamentale. Purtroppo la parte di forza richiede una conoscenza tecnica solida e molta pazienza da parte del Trainer ma secondo me ci si dovrebbe impegnare di più sotto quel punto di vista!

Facciamo un gioco: al posto di un bilanciere hai una bacchetta magica: 3 cose che cambieresti del modo di “fare CrossFit” oggi (Italia/estero, nel caso)

  1. Leverei la categoria SCALED;
  2. Aumenterei il costo di iscrizione e diminuirei i compensi atleti (nello scaled non ci deve essere) per dare un rimborso giudici e volontari;
  3. Squalifica per gli atleti che si comportano in maniera indecorosa alle competizioni.

Dicci un po’… Come ti ha cambiato il CrossFit, sai da un punto di vista umano che sportivo?

Ho imparato a lamentarmi molto meno e a cercare di cambiare prima me stesso invece che aspettare che lo facessero gli altri. Grandi discussioni riguardo l’arbitraggio in passato mi hanno insegnato che non bisogna dar modo all’arbitro di dubitare di nessun Rep che fai.

Ok, stiamo per lasciarti libero! Siamo all’angolo dei saluti e dei ringraziamenti: a chi va il tuo pensiero?

Passo la mia giornata con Matilde Orlandoni da diversi anni, con lei condivido lavoro, allenamento, gare e spesso qualche vacanza. Non posso non ritenermi fortunato di avere al mio fianco chi si fa in 4 per ogni progetto io cerchi di sviluppare contribuendo in quantità illimitata. MILANIMAL che mi/ci dà la possibilità di attuare qualsiasi evento, seminario e idea ci passi per la testa. Bearfitness che ha creduto in me sostenendomi con le sue attrezzature ed economicamente; Pure Pharma, Net integratori e Rocktape per i prodotti tecnici, indispensabili per la tutela del proprio fisico.

Grazie Alessandro per la tua disponibilità, lo apprezzo molto!

Grazie a Francesco Ajello per la disponibilità e l’esperienza che ha saputo trasmetterci in questo poco tempo… A presto!


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