Intervista con… Luca Morassutto!

Luca Morassutto - Project Judges | The SunWod
Tempo di lettura: 6 minuti

Siamo arrivati al terzo incontro dedicato alle interviste di The SunWod, scambi di battute con personaggi che vivono o lavorano nel mondo sportivo italiano, principalmente legato al CrossFit. Dopo aver introdotto questa rubrica con un articolo su Alessandro Rizzi (fondatore di The SunWod), seguito da uno su Manila Pennacchio (atleta), dedichiamo questo terzo appuntamento a Luca Morassutto, un ragazzo che sta mettendo le basi per innovare le competizioni di CrossFit in Italia…. Scopri tutto nell’articolo!


★ THE SUNWOD ★

LE INTERVISTE


OspiteLUCA MORASSUTTO

Luca Morassutto - Project Judges | The SunWod

Non mi fido della c.d. Community ma credo invece nella buona volontà degli individui che si “sbattono” per rendere grandioso questo sport!

1. Ciao Luca e benvenuto! Partiamo dalle basi e parlaci di te… Chi è Luca Morassutto? Come ti sei avvicinato al CrossFit?

Ciao Alessandro e grazie a The SunWod per l’ospitalità! Chi sono… Un avvocato di 42 anni innamorato perdutamente del CrossFit! Ci sono incappato letteralmente per caso due anni or sono… Provengo infatti da una lunga storia d’amore con il judo interrotta da un infortunio; poi la solita palestra fino a quando ho varcato la soglia di CrossFit RedWall (Ferrara).

2. Attualmente dove ti alleni? Quanto? La tua settimana tipo?… Parlaci del “Luca – atleta”!

Mi alleno a Ferrara, in quella che ormai è la mia seconda casa! Non potrei davvero immaginarmi senza il RedWall ed i miei coaches. Mi alleno cinque volte a settimana sebbene con pessimi risultati visto quanto sono secco! :-))) Giuro che non è colpa di Cecca (uno dei coach, ndA), sono proprio io ad essere una pippa! La mia settimana tipo? La mattina è dedicata alle udienze dopodichè…Getto la toga in macchina, volo al box e mi alleno! Al termine pranzo con il mio coach e gli altri amici, pomeriggio torno in Studio e la sera lavoro al Project Judges.

Luca Morassutto - Project Judges | The SunWod

3. Aspetta Luca, prima di toccare il tasto “Project Judges” parlaci del tuo ruolo di giudice: quando la prima gara che hai arbitrato? Emozioni, tensioni e sensazioni di quella “prima volta”?

Diciamo che sono nell’ambiente del judging da poco… Un anno e mezzo, su per giù. Le prime gare sono state essenzialmente interne, ma penso sia cosi un po’ per tutti. Se devo ricordare una “prima volta” emotiva e non meramente cronologica ti rispondo il Wodafuck a Milano. Il motivo è presto detto: avevo come head judge un mito del CrossFit italiano, Francesco Ajello. Ero andato a Milano con alcuni atleti del RedWall e coach Venturella e mi sono ritrovato a giudicare la finale! Era la mia “prima finale” ed avevo in linea un team tostissimo. A Francesco devo davvero tantissimo!

4. Da quel giorno quali o quante altre gare hai arbitrato? Quella che ricordi con maggior entusiasmo?

Non sono un judge che può vantare l’esperienza di molti colleghi che in 5 anni hanno arricchito con onore e professionalità le manifestazioni più importanti nella penisola… Personalmente chiuderò il 2016 con 14 gare all’attivo, salvo sorprese! Ho sentito sin da subito il dovere di una formazione – oltre al corso online da judge – e così ho fatto il Crossfit Level 1. La gara che ricordo con maggior entusiasmo è sicuramente la Crese di Trieste. Giulio Borgino mi ha onorato del ruolo di head judge in quella circostanza e posso garantirti che se non fosse stato per un entusiasmo pazzesco e un’immensa voglia di far bene sarei fuggito a gambe levate per la tensione! Li ho compreso l’importanza della vera sinergia tra atleti e giudici. Ed è proprio a quegli atleti devo tantissimo: terminata la gara mi hanno subissato di messaggi per complimentarsi del livello dei giudici e questo non poteva che rendermi contentissimo: la Crese è stata l’anticamera di Project Judges.

Luca Morassutto - Project Judges | The SunWod

5. Aspetta Luca! Teniamo la novità per dopo…. Facci finire le domande di rito! La cosa più “buffa/strana” che ti è capita di vedere durante una gara?

Ahahahaahah ok, giusto! Diciamo che così su 2 piedi ricordo una ragazza in lacrime davanti ad un bilanciere: doveva snatchare e continuava a piangere dicendo “non ci riesco” perché pensava fosse troppo pesante e ogni volta che diceva quella frase faceva una rep valida!!

6. Ok torniamo seri: come vedi il CrossFit oggi in Italia? Alcune considerazioni in merito…

Sono follemente innamorato di questo sport ma non sopporto per deformazione personale i luoghi comuni. Quindi ti dico che non credo nella tanto decantata “Community”… Quasi fosse una aggregazione di persone con il cestino della merenda in visita alla nonna. Credo invece nella buona volontà degli individui che si “sbattono” per rendere grandioso questo sport. Credo nella disinteressata condivisione e partecipazione di chi tende una mano perché crede in te e non ti smonta o pugnala. In questo riconosco la grandezza di certi atleti come Francesco Ajello, che sin da subito ha fornito una spalla enorme di appoggio a Project Judges o di Giorgio Beltrami che ha pubblicamente sostenuto l’iniziativa. Sono andati oltre il provincialismo delle idee ed hanno sposato una visione: far crescere questo sport anche sotto l’aspetto del judging. Vedo atleti formidabili in continua crescita e gare strepitose organizzate splendidamente mentre altre, invece, con difficoltà più evidenti: perché a questo punto non alleviare qualche rogna agli organizzatori offrendo un pacchetto giudici già pronto e strutturato?

7. Vabbè, la tua adrenalina è incontenibile…. Forza, parlaci finalmente del Project Judges! Cos’è, quando nasce, perchè…. Svelaci tutto!

Project Judges nasce sei mesi or sono e neppure troppo lentamente matura giorno per giorno. Ho scelto dei compagni di viaggio (Andrea Mover, Nicola Simonis, Andrea Bonato, Filippo Ferri) che condividono come me un’idea di base: il vero protagonista assoluto di una gara è l’atleta e questo deve poter scendere in campo con la sicurezza non solo di trovare un judge preparato ma di poter essere giudicato nello stesso modo con cui viene giudicato l’atleta di fianco a lui in postazione. Da qui l’idea di mettere i giudici nella condizione di poter crescere; io per primo avvertivo il bisogno fortissimo di attingere ad un sistema formativo. Ecco quindi l’idea di una formazione basata su due pilastri: incontri tenuti da competitors per esaminare rep – no rep e “trucchi” da gara utilizzati dagli atleti; ed un secondo pilastro rappresentato da incontri tenuti da judges con esperienza ai Regionals o ai Games…

Luca Morassutto - Project Judges | The SunWod

8. Obiettivi alla base del progetto e prossimi impegni a calendario?

L’obiettivo è quello di formare dei judges sempre più preparati, il che non significa azzerare il margine di errore; non si può pretendere questo, sarebbe inumano! Voglio solo creare un gruppo di giudici con una visione comune: stessi parametri di valutazione, stessa formazione. Magari non ci riusciremo ma ci stiamo seriamente provando con l’aiuto di tantissime persone. Là fuori ci sono atleti che si massacrano di fatica e meritano la nostra massima preparazione. Proviamoci almeno! Il primo impegno con corpo giudicante proveniente totalmente da Project Judges sarà il Contest universitario che si terrà il 23 ottobre a Ferrara. In tale occasione ci sarà anche l’incontro formativo con Elena Guerrini reduce dalla esperienza dei Regionals… Non vedo l’ora!

9. E ora…. Chiudi gli occhi: come ti vedi tra 10 anni?

Sono particolarmente concentrato sul presente perchè il mio tempo è ora ed è ora che voglio migliorarmi e migliorare quanto mi sta attorno. Chi non mi conosce pensa ad un deficit di umiltà, confondendo completamente i termini del discorso. Ho creato Project Judges proprio perché ho capito i miei limiti e volevo porvi rimedio. Come mi vedo tra 10 anni? Innamorato di qualsiasi cosa stia facendo, mettendoci tutto me stesso!

10. Dopo una chiacchierata al telefono The SunWod ti ha dato il suo (modesto) “placet” sul Project Judges. Ma tu… The SunWod come/dove/quando lo hai conosciuto? Cosa ne pensi in proposito?

Ho conosciuto The SunWod in occasione dell’Italian Box Battle, gara organizzata dal RedWall di Ferrara. Ha fatto un lavoro di logistica pazzesco, di una efficienza incredibile! Oggi le gare sono tante ed è diventato fondamentale avere operatori seri che vadano ad aiutare la logistica degli organizzatori. A ben vedere la filosofia che ci guida è la stessa: dare serenità all’atleta scaricandolo da tensioni inutili come il “accidenti dove trovo un alloggio? E il trasferimento?”…Non a caso siamo partner in questa avventura!


Bella Luca! Ci aspetta quindi un lungo cammino da fare insieme… Grazie per il tempo che ci hai dedicato e un grande in bocca al lupo per il PJ! Noi ci vediamo a Ferrara il prossimo ottobre, per tutti gli amici di The SunWod appuntamento a settimana prossima con una nuova intervista! Ricordiamo che se sei interessato/a a raccontare la tua storia (o conosci chi potrebbe esserlo) mandaci una MAIL, potrebbe venire pubblicata!

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The SunWod è il primo progetto che si occupa di vacanze ed eventi per sportivi, tutto l'anno e in tutto il mondo.

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