Rigenerazione delle articolazioni. Quale rimedio?

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In questo articolo parleremo di una terapia che dopo 10 anni anni funziona ed è ancora innovativa che consente la rigenerazione delle articolazioni.

LE LESIONI DELLA CARTILAGINE

Le lesioni della cartilagine ed osteocondrali – ossia che coinvolgono anche l’osso sottostante la cartilagine – sono lesioni invalidanti i cui effetti si protraggono e peggiorano nel tempo poiché se nell’immediato queste lesioni sono dolorose con il tempo tendono ad essere invalidanti con effetti che si riversano nelle azioni di tutti i giorni.

La lesione osteocondrale o cartilaginea è una delle patologie più comunemente riconducibili ad un trauma della cartilagine. Chi è affetto da questa patologia accusa dolore in corrispondenza della caviglia o, più in generale, dell’articolazione interessata. Di solito i risentimenti si percepiscono più acutamente durante il cammino o stando in piedi, ma la sintomatologia può talvolta manifestarsi a riposo. Gonfiore e riduzione del movimento sono altri sintomi che spesso vengono lamentati anche se non sono direttamente correlabili alla sede della lesione.
Spesso il paziente fatica ad associare l’insorgenza della sintomatologia a un danno causato da un precedente colpo o urto, invece la storia delle lesioni osteocondrali è strettamente connessa a un trauma e all’instabilità (lesioni legamentose).


LE CAUSE DELLE LESIONI CARTILAGINEEE

In giovane età le lesioni cartilaginee sono per lo più di origine traumatica, spesso in associazione a lesioni legamentose e meniscali. Meno frequentemente la cartilagine può staccarsi senza nessuna causa apparente formando dei corpi mobili andoarticolari. Nei soggetti di età avanzata, invece, la degenerazione della cartilagine è un fenomeno che progredisce con l’invecchiamento e può essere promosso o accelerato da fratture delle ossa dell’articolazione coinvolta, da instabilità articolari oppure da deformità assiali delle gambe (ad esempio gambe ad X o gambe ad arco).


lesione della cartilagine


I TRATTAMENTI POSSIBILI

Il trattamento più appropriato per le lesioni cartilaginee dipende dall’età del paziente, dalla causa del danno, dalla sua localizzazione, dalla gravità, dalle dimensioni e anche dai sintomi associati. Sulla base di questi fattori il medico proporrà l’approccio più adatto al caso.

In caso di artrosi, nelle fasi precoci si tende ad intervenire con la fisioterapia, con farmaci antinfiammatori o con iniezioni di acido ialuronico nell’articolazione interessata, mentre nelle fasi più avanzate può essere necessario procedere con un’artroscopia o con la chirurgia sostitutiva.

In caso di lesioni focali non degenerative è possibile procedere con tecniche chirurgiche riparative o rigenerative all’avanguardia. Dopo un intervento è in genere necessario utilizzare le stampelle e seguire un programma di riabilitazione fisica.

In molti casi, specie nei pazienti giovani, evitare il trattamento protesico risulta fondamentale per conservare nel tempo una qualità di vita ottimale: questo perché l’impianto di una protesi è consigliato soprattutto per pazienti di età avanzata, laddove cioè la rigenerazione dei tessuti segue processi più lenti e non vi è alternativa di intervento.


lesione della cartilagine


I RIMEDI OGGI: LA RIGENERAZIONE

Oggi, grazie alla ricerca, la rigenerazione naturale dei tessuti ha fatto passi da gigante ed è una realtà terapeutica dimostrata scientificamente. La terapia di rigenerazione osteocondrale è un valido rimedio e sono stati riportati in recenti congressi e pubblicazioni scientifiche i risultati a dieci anni dall’intervento; viene infatti dimostrato inequivocabilmente come questa terapia funziona. E funziona nel tempo!

Oggi sempre più Centri consentono innovativi trattamenti volti alla rigenerazione sia della cartilagine sia dell’osso immediatamente sottostante: questo comporta quindi la rigenerazione di una articolazione danneggiata.

Fino ad ora per curare una articolazione danneggiata bisognava sostituirla con pezzi di metallo; oggi grazie all’impianto di un presidio biologico che si comporta esattamente in armonia con il nostro corpo (quindi in grado rigenerare l’articolazione danneggiata) non vi è più la necessita di impiantare pezzi di metallo estranei, a tutto vantaggio quindi della qualità di vita presente ma soprattutto futura. Sì perché le articolazioni di metallo pur essendo sicure e affidabili hanno una vita media di circa 15 anni; dopo tale periodo è necessario sostituirle, il che significa sottoporsi in età avanzata ad un nuovo intervento chirurgico, con tutto quello che comporta.

Evidenze sia cliniche che scientifiche dimostrano come l’impiego di tale presidio biologico impiantato nella lesione stimola la rigenerazione della cartilagine e permette così di ovviare a impianti metallici.


lesione della cartilagine


L’IMPIANTO BIOLOGICO: COME FUNZIONA

Si tratta di un presidio biologico composto di nanostrutture complesse ed è frutto dello studio scientifico di un’idea nata, sviluppata e studiata in Italia.

Si tratta di tessuti artificiali estremamente sofisticati che vengono inseriti nella lesione articolare ed attirano le cellule staminali le quali sono in grado dì differenziarsi e produrre nuova cartilagine e nuovo osso sottostante. In questo modo il tessuto viene rigenerato e la lesione guarita in modo naturale.

All’intervento deve chiaramente fare seguito un appropriato processo riabilitativo finalizzato innanzitutto alla rieducazione articolare, quindi al recupero completo delle funzionalità di flessione ed estensione e delle capacità di movimento. Al termine del percorso riabilitativo tutte le funzionalità articolari sono completamente recuperate.


CASI REALI: VIDEO TESTIMONIANZA

Il video che puoi vedere qui racconta il caso di uno sportivo che dopo un infortunio invalidante e vari tentativi grazie all’impianto del presidio biologico che gli ha rigenerato l’articolazione è tornato alla sua normale attività sportiva.





 

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